storia della repubblica di venezia

Nel 1123, però, la flotta veneziana si presentò nel mare greco devastando Chio, Lesbo, Rodi e infine Cipro. Il panico si diffuse nel mercato realtino e il patrizio Benedetto Sanudo venne inviato in missione segreta al Cairo per spingere il sultano mamelucco a trattare coi principi indiani per precludere i loro porti ai portoghesi. Avviene così iI fallimento del Banco Lippomano (1.248 clienti, 700 dei quali patrizi) che ne fa fallire diversi altri, ad esempio quello di Maffeo Soranzo, che commercia e raffina argento per loro conto, e due banchi di cambiavalute. L'evento sancì per la prima volta il diritto esclusivo della Concione popolare, cioè l'assemblea generale degli uomini liberi e del clero, alla nomina del supremo magistrato. Goffredo fu così costretto a scendere a patti con i Veneziani, che concessero i loro servizi in cambio del possesso, in ogni territorio o città conquistata, di un proprio quartiere non soggetto a dazi, tasse o gabelle. Il papa eccitò allora il nuovo imperatore Massimiliano I d'Asburgo ad attaccare Venezia, scendendo in Italia col pretesto del proprio viaggio d'incoronazione a Roma. Nonostante le forti pressioni contrarie, comunque, il doge realisticamente preferì sempre frenare la spinta espansionistica della città, ricordando in continuazione, persino nel proprio testamento, i rischi connessi all'avventurarsi in lunghe e onerose guerre che avrebbero solamente spostato il baricentro dello Stato dal mare alla terraferma. Le forze del Pitigliano, Capitano Generale di Terraferma, asserragliarono quindi Verona, mentre da nord gli Imperiali dilagavano nel Friuli e nel Veneto. In breve la città conquistò l'egemonia politica e militare nell'Adriatico e, fino alla Battaglia di Lepanto, in tutto il Mediterraneo, diventando pure il principale porto marittimo e centro di scambi economici. Successivamente, le tensioni tra la fazione che appoggiava il Sacro Romano Impero, capeggiata dalla famiglia Coloprini, e quella più vicina all'impero d'oriente, appoggiata dai Morosini, portarono l'imperatore d'occidente a imporre il bando dei commerci a Venezia, mentre in città le proprietà dei traditori venivano prese d'assalto. I veneti in rivolta nominarono così autonomamente il proprio duca, nella persona di Orso Ipato[7]. Caduta la città con un colpo di mano il 25 luglio e acclamato il Paleologo nuovo basileus dei Romei, i Genovesi si trovarono in una posizione di forza nel rinato Impero bizantino, scacciando i Veneziani dalla loro posizione di predominio. Collection europeanlibraries Digitizing sponsor Google Book from the collections of Oxford University Language Italian. L'acquisto dell'isola risultò per Venezia un parziale risarcimento per le colonie perdute nel conflitto con Maometto II, il cui figlio Bayezid II sconfisse comunque l'anno successivo la flotta veneziana a Sapienza e a Zonchio, conquistano Modone e le principali fortezze della Morea. Così anche la densità demografica dell'area dovette aumentare attorno al VII secolo, epoca in cui sorsero le chiese di San Moisè e San Giacomo dell'Orio. Marcantonio Memmo divenne doge il 24 luglio. Vanno menzionati il salotto di Isabella Teotochi Albrizzi frequentato dai più famosi letterati dell'epoca come Ugo Foscolo, George Gordon Byron oppure quello di Marina Querini o di Giustina Renier Michiel frequentati anche da Antonio Canova e da Madame de Staël . Le isole della laguna veneziana conobbero un sostanzioso aumento della popolazione a partire dal 5° sec., quando le genti della terraferma vi cercarono scampo dalle invasioni barbariche. Il vento rivoluzionario proveniente dalla Francia, tuttavia, si diffuse ugualmente in Europa, giungendo anche a Venezia, dove la vita pubblica veneziana venne agitata da travagli politici interni, provocati dalle nuove idee. Con la caduta nel 1291 di Acri, ultimo lembo dell'Outremer cristiano, e la temporanea chiusura delle rotte per la Siria si riaccese il conflitto con Genova per il controllo dei mercati bizantini. Succedette dunque come doge l'eracleense Pietro Centranico, ma la sua posizione risultava decisamente precaria. r. cessi. Si trattava però di una tregua solo temporanea, tanto che appena nel 1629 la Repubblica intervenne contro la Spagna nelle questioni sorte attorno alla successione al Ducato di Mantova, rinforzando la flotta con il noleggio di dieci vascelli da schierare nella Armada Grossa. La situazione, divenuta intollerabile, portò infine alla deposizione dell'ultimo maestro dei soldati[8] e al trasferimento della capitale a Metamauco[9], dove con la concessione imperiale i Venetici si videro conferita la potestà all'autonoma nomina del Dux[10]: il potere venne dunque affidato al figlio dell'ultimo duca, Teodato Orso[N 5]. Nel 1376, poi, a Costantinopoli i Genovesi favorirono l'avvento al trono di Andronico IV, il quale concesse loro in premio la strategica isola di Tenedo, già promessa dal padre ai Veneziani. Nel 912, alla morte del Tribuno, il potere tornò nuovamente nelle mani di un esponente dei Parteciaci, Orso II, il quale si impegnò immediatamente a rinsaldare i legami con Costantinopoli, inviandovi in ambasceria il figlio Pietro e ricevendo in cambio dagli imperatori Alessandro e Costantino VII anch'egli il titolo di protospatario. Se il XVII secolo vide Venezia ancora validamente impegnata nelle guerre di difesa dei propri confini marittimi e ancora in grado non solo di fronteggiare i Turchi nella difesa della propria ultima grande colonia, Candia, ma persino di passare al contrattacco con la conquista della Morea, il secolo XVIII vide la Serenissima ridursi a potenza regionale italiana, sempre più arroccata su posizioni di neutralità e difesa dell'esistente che non la garantiranno, però, dall'invasione napoleonica. Il 4 gennaio 1329 divenne doge Francesco Dandolo. Affari e cultura nella Venezia del Rinascimento, Il patriziato veneziano. L'imperatore Alessio I Comneno concesse comunque in ricompensa al doge Domenico Selvo il diritto di trasmettere ai figli la carica ducale e soprattutto, nel maggio 1082, emanò una Crisobolla con cui elargì ai mercanti veneziani ampi privilegi ed esenzioni in tutti i principali porti e mercati della Romània, incrementando enormemente il volume di traffici per Venezia. Dopo lo scampato pericolo nelle vicende di Cambrai, d'altra parte, la Repubblica, che assisteva a un progressivo prosciugarsi dei proventi commerciali, fonte della propria ricchezza e potenza, preferì assumere una politica di pace ed equilibrio con le diverse potenze che le permettesse di preservare la prosperità dei propri possedimenti terrestri e dei residui possessi marittimi, che costituivano la fonte di sostentamento statale tramite gli introiti fiscali. Comprar Libros de historia antigua. La missione del Loredan però viene fraintesa e scoppia la battaglia. Nel 1489 il doge sanzionò l'annessione ai domini di Venezia dell'isola di Cipro, ceduta dalla regina Corner, che ottenne in cambio i feudi di Asolo e Marostica, venendo maestosamente accolta al suo rientro in patria con una grande regata. Con la dignità ducale venne dunque ricompensato con elezione all'unanimità, all'età di ottantuno anni, il vincitore di Lepanto, Sebastiano Venier, il quale morì però nel 1578, colpito da infarto dopo un incendio che aveva pesantemente danneggiato il Palazzo Ducale. Il Michiel strinse quindi accordi con il patriarca di Gerusalemme Guarmondo, il gran connestabile del Regno Guglielmo di Bari e il segretario della Soria Pagano, cosicché, dopo aver trascorso il Natale a Gerusalemme, garantito ai Veneziani il possesso di un quartiere in ogni città del Regno e la completa esenzione da ogni dazio, la flotta di San Marco mosse contro Sidone e Tiro, conquistata con l'inganno il 30 luglio 1124 dopo un assedio di cinque mesi. Trieste venne ridotta alla ragione e le mire austriache vennero fermate. Mappa di Massimo Pietrobon, Serenissima Repubblica di Venezia. La Serenissima dalle origini alla caduta è un libro di Riccardo Calimani pubblicato da Mondadori nella collana Le scie. Il 1º novembre 1474 anche Niccolò Marcello morì. Il 5 giugno Venezia riprese Cremona, mentre il papa avanzava da sud attraverso l'Emilia. L'imperatore al Concilio di Firenze giunse a proclamare persino l'effimera riunificazione della Chiesa ortodossa con quella cattolica. Nel 1352 un grande scontro tra le due flotte rivali si risolse senza vincitori, ma nel 1353 i Veneziani ottennero infine una vittoria nelle acque di Alghero, ma l'anno successivo dovettero subire la distruzione di Curzola, Lissa e Parenzo. In ottobre il Senato veneziano, su richiesta della Signoria, fece solenne voto di erigere una chiesa in onore della Madonna se la peste fosse cessata. Gli elettori nominarono doge proprio Sebastiano Ziani, il quale promosse una riforma del Consilium Sapientium, che venne trasformato in assemblea sovrana col nome di Maggior Consiglio, con durata annuale. Nella sua qualità di patriarca Orso si affrettò a incoronare doge il nipote Domenico Orseolo, nella speranza che, presentandosi a cose fatte, l'assemblea popolare approvasse la successione. La Superba reagì punendo duramente Cipro e prendendone il controllo. Questi da parte loro attaccarono il 1º luglio, sbarcando a Cipro al comando di Lala Kara Mustafa Pascià e conquistando il 15 agosto la capitale, Nicosia, in breve seguita da Limassol e Larnaca. La flotta prese Santa Maura, permettendo ai fanti da mar di conquistare Prevesa (29 settembre) e Missolungi. In quest'epoca si cercò tuttavia di por rimedio, con difficoltà, alla dilagante corruzione statale e a rivitalizzare l'ormai esausta economia nazionale. Il Tiepolo, per evitare la guerra civile, preferì infine ritirarsi ma la divisione tra i due partiti rimase insanabile. Nel 728 la capitale Ravenna venne riconquistata dai Bizantini aiutati dai Veneziani; l'autorità di Orso Ipato fu legittimata l'anno successivo, 728, con la concessione imperiale del titolo di Ipato. Le origini della Scuola, le battaglie, i Dalmati illustri. Il 9 maggio 1789 venne eletto l'ultimo doge: il friulano Lodovico Manin. Il 5 giugno 1382 il doge Andrea Contarini si spense. L'azione era ben congegnata e pericolosa, prevedendo il contemporaneo assalto del Palazzo Ducale da parte di tre colonne armate, con il concorso anche di genti padovane radunate da Badoero Badoer. Per consentire questo vennero predisposti appositi elenchi, detti fora papalistas ("fuori i papalisti"), dal comando che veniva gridato al momento in cui gli iscritti dovevano abbandonare le assemblee. Nel 1721 il confine dalmata venne definitivamente stabilizzato con la definizione della cosiddetta linea Mocenigo. Enrico Dandolo morì il 1º giugno 1205 all'età di 98 anni cadendo da cavallo di ritorno da una campagna contro i Bulgari: fu sepolto nella basilica di Santa Sofia. La notte del 1º settembre 978, così, Pietro Orseolo fuggì dalla città per ritirarsi in monastero sui Pirenei, dove morì diciannove anni dopo, meritando la canonizzazione da parte della Chiesa cattolica. Nonostante il tradimento del papa, passato dalla parte degli Estensi, lanciando l'interdetto su Venezia e costringendo il Consiglio dei Dieci a minacciare di morte i preti che si fossero rifiutati di officiare la messa. Si venne progressivamente a creare ovunque una difficile condizione di convivenza tra le truppe veneziane, gli occupanti francesi e la popolazione locale, mentre la presenza dell'esercito rivoluzionario eccitava gli animi dei simpatizzanti giacobini. Ormai prive di una guida, le isole greche di Skyros, Skiathos e Skopolos si concessero a Venezia, che il 18 aprile 1454 firmò coi Turchi un fragile trattato di pace che ripristinava i privilegi commerciali già vigenti sotto i Bizantini. Nel 1630, mentre veniva eletto doge Nicolò Contarini, a Venezia esplose il contagio della peste, portata in Italia dai Lanzichenecchi e probabilmente giunta in città a seguito dell'ambasciatore di Mantova, marchese De Stirgis. Per il resto, però, trovò disposto ad ascoltarla solo papa Pio II, il quale mise a disposizione una flotta e un contingente armato. Nel 1234, sventato anche il tentativo di annessione di Candia da parte dell'Impero di Nicea, la rivolta sull'isola venne infine domata. Storia della repubblica di Venezia dal suo principio sino al suo fine by Giuseppe Cappelletti. Venezia, sopravvissuta al pericolo della guerra della Lega di Cambrai, si tenne in disparte rispetto ai nuovi conflitti italiani ed europei combattuti tra i francesi e il nuovo imperatore Carlo V d'Asburgo, duca di Borgogna, signore dei Paesi Bassi, re di Spagna, di Sicilia, di Napoli e di Sardegna, oltre che imperatore della Nuova Spagna, che portarono persino alla cattura del sovrano francese Francesco I. Questa, infine, il 24 aprile fu costretta ad arrendersi. Il 13 luglio divenne dunque doge Giovanni Soranzo, anch'egli imparentato coi Querini, il quale ottenne finalmente nel 1313 la rimozione dell'interdetto papale sulla città. Nel 1214 Venezia fu poi in guerra con Padova. Nel 1692 venne attaccata anche Creta, dove venne posto l'assedio a Candia, spingendo la popolazione locale alla rivolta. Nel 1529 gli imperiali assediano la città di Monopoli comandata da Andrea Gritti nella Puglia Veneziana ma vengono sconfitti. Sconfitto anche in Ungheria, il sultano Mehmet IV era stato deposto in favore del fratello Solimano II, il quale, approfittando della guerra della Grande Alleanza che impegnava l'Austria su due fronti, passò al contrattacco sul loro fronte. Storia Della Repubblica Di Venezia Dal Suo Principio Sino Al Giorno D'oggi, Volume 10...: Amazon.es: Giuseppe Cappelletti: Libros en idiomas extranjeros Collection cdl; americana Digitizing sponsor Internet Archive Contributor University of California Libraries Language Il dogado del Malipiero assistette al dilagare nel 1460 delle armate turche in Grecia, dove vennero travolti il Ducato di Atene e il Despotato di Morea, uno degli ultimi baluardi bizantini. Soc. La Repubblica, poi, si alleò con la Repubblica delle Sette Province Unite, entrando in guerra con il Regno di Napoli e provvedendo ad armare, accanto alla tradizionale Armada Sottile di galee, una Armada Grossa di velieri: mercantili armati e vascelli noleggiati a olandesi e inglesi, per affrontare la potenza spagnola. Gli unici successi di rilievo furono la difesa fortunata dell'isola di Corfù nel 1715 e il blocco delle incursioni nella Dalmazia meridionale. Venne stretto un accordo persino con il Barbarossa, che in quel momento era in pieno conflitto con la Lega Lombarda, il quale ricevette appoggio dalla flotta veneta nell'assedio di Ancona. Di fronte alla debolezza del Moro nel 1468 il Maggior Consiglio ripristinò i poteri del Consiglio dei Dieci: «informerà sui tradimenti, sulle cospirazioni, sulle sette. Nella Venezia si giunse dunque alla resa dei conti e, nell'802, il duca Giovanni prese d'assalto Grado, catturando e uccidendo il patriarca, cui succedette il nipote Fortunato. Un secolo di studi sulla caduta della Repubblica di Venezia', pp. Brevissimo fu il dogado di Marco Barbarigo. DeannaFlegal Il 13 maggio 1501 venne stipulata un'alleanza con il Regno d'Ungheria, mentre una flotta veneto-spagnola giungeva sino ai Dardanelli. Nella lontana India, però, il 20 maggio 1498 il navigatore portoghese Vasco de Gama raggiunse per la prima volta Calicut, aprendo definitivamente la rotta circumafricana. Nello stesso periodo la città venne visitata dal poeta Dante Alighieri e riacquisì in Oriente gli antichi privilegi sui mercati bizantini, controbilanciati però dalla proibizione del commercio coi musulmani decretata nel 1323 su pressione di papa Giovanni XXII. In quello stesso anno giungevano a termine il viaggio di ritorno dei Polo - questa volta accompagnati dal giovane Marco - verso il Catai, con l'arrivo a Khanbaliq. Il suo successore come capo militare, però, fu lo Zeno, il quale, contro il parere dei capi militari, iniziò una spedizione contro la ricca isola di Chio: l'isola fu presa facilmente dai veneziani, ma la risposta dei turchi fu dura, col risultato di un'umiliante ritirata. Di fronte a tali avvenimenti, il Senato, gravemente preoccupato, ordinò il richiamo della flotta, la coscrizione delle cernide e la creazione di un Provveditore Generale alle Lagune e ai Lidi per provvedere alla difesa del Dogado, protestando al contempo presso il Direttorio di Parigi e la corte di Vienna. Tra il 1207 e il 1210, in particolare, particolare attenzione venne posta alla conquista del Regno di Candia(l'attuale isola di Creta), eretto nel 1208 a Ducato di Candia, e delle isole di Corfù, Modone e Corone. La guerra, inevitabile, investì per prima Ragusa, colpevole di essersi rifiutata di fornire l'aiuto militare richiesto da Venezia, proseguì nell'Egeo, dove venne posto l'assedio a Negroponte. Milano-Messina, G. Principato, 1968 Nel 1463, però, questi attaccarono Argo, provocando la prima guerra turco-veneziana. Nell'Adriatico, frattanto, il sovrano ungherese Bela III, in guerra anch'egli con Bisanzio, occupò nel 1183 Zara e la Dalmazia, provocando la guerra con Venezia. Dopo un primo assedio di Costantinopoli da parte dei crociati l'imperatore fuggì e venne ristabilito sul trono Isacco II, il quale il 1º agosto nominò come co-imperatore il figlio Alessio IV, il quale permise ai crociati di svernare alle porte della città, promettendo loro aiuti in primavera per il proseguimento della spedizione. Sconfitte nel 1053 le truppe papali nella battaglia di Civitate e conquistata Bari, ultima roccaforte bizantina, i Normanni vittoriosi ottennero infine il riconoscimento papale al loro dominio sugli ex-possedimenti imperiali dell'Italia meridionale: non fu che l'ultimo di una serie di attriti tra Roma e Costantinopoli risoltasi infine il 16 luglio 1054 con il Grande Scisma tra la Chiesa cattolica e le Chiese Ortodosse. I Venetici - scoraggiati dalle lotte createsi durante il ducato del Monegario - preferirono non ricorrere più alla nomina dei tribuni supervisori[14], cosicché il nuovo duca, libero dal loro controllo e lontano da quello del suo signore, il basileus di Costantinopoli, poté iniziare a configurare il proprio potere con piglio monarchico: su modello degli imperatori bizantini, egli adottò la pratica di associazione al trono del proprio successore designato, prendendosi come collega, o co-Dux, il figlio Giovanni[15]. Viene eletto nuovo Doge Pietro I Candiano il quale parte con una flotta contro gli Slavi Narentani ma il 18 settembre muore in battaglia nei pressi di Macarsca. Una nuova minaccia venne rappresentata però poco dopo dalla ribellione del tribuno Caroso, il quale riuscì a usurpare il seggio ducale per alcuni mesi, col sostegno di numerosi notabili. Mentre nell'Adriatico Venezia approfittava del conflitto dinastico tra Maria d'Ungheria e Carlo III di Napoli riprendendosi Corfù, Gian Galeazzo Visconti, divenuto nel 1387 unico signore di Milano, sconfisse gli Scaligeri, conquistando infine Verona e Vicenza. La guerra durò dal 1105 al 1115, quando Venezia riuscì alfine a riconquistare Zara e Sebenico. In questo tipo di clima si consumò l'arresto, nella notte tra il 25 e il 26 luglio 1755 del turbolento Giacomo Casanova, il quale venne rinchiuso nelle carceri dei Piombi, dai quali evase -unico nella storia di quelle prigioni- rocambolescamente all'alba del 1º novembre. L'esarca riuscì anche a riportare sotto il completo controllo bizantino la Venetia: approfittando infatti dell'assassinio del duca Orso, coinvolto nell'ennesimo scontro tra Eracliana ed Equilio, Eutichio ordinò nel 738 che il governo del ducato fosse assegnato a magistrati militari annuali, i Magistri Militum. Nella guerra che ne seguì, nonostante fosse attaccata su due fronti, Venezia passò presto all'offensiva, conquistando l'intero Friuli e il Cadore, che vennero infine annessi ai Domini di Terraferma nel 1420, pur mantenendo formalmente il ruolo temporale del Patriarca di Aquileia. Stretti d'assedio nella loro stessa città, i Veneziani sbarrarono i canali lagunari, armando ogni imbarcazione disponibile e mandando a richiamare dall'Oriente la flotta di Carlo Zeno mentre i cantieri dell'Arsenale lavoravano a pieno regime per approntare nuove navi. Il ducato di Nicolò Donà venne contrassegnato dalla congiura. Il doge morì nel 1674. Nel prosieguio della seconda guerra turco veneziana a dicembre del 1500 la flotta veneziana e spagnola conclude vittoriosamente l'assedio a Cefalonia. Il doge prese così il titolo di Serenissimo Principe e con lui il supremo organo di presidenza delle assemblee statali prese a chiamarsi Serenissima Signoria, mentre lo Stato tutto divenne la Serenissima Repubblica. A Venezia di stabilì la Repubblica, una forma di governo che non esisteva nelle altre città-stato della penisola italiana. Contro la minaccia normanna cercava l'alleanza di Venezia anche per il nuovo pontefice: papa Leone IX, rientrando dalla Germania dove era andato a raccogliere truppe dall'imperatore Enrico III, visitò dunque nel 1051 la città, ricevendo la dedicazione al suo santo protettore della chiesa di San Lio, ma nessun concreto aiuto in chiave anti-normanna. Nel 1445, poi, Venezia pose ufficialmente fine al potere temporale del Patriarcato di Aquileia, annesso ai Domini di Terraferma. All'indomani dell'umiliante pace, dunque, alcuni membri del partito popolare, riunitisi attorno a Marin Bocconio, uno degli esponenti del partito appartenente alla classe dei Cittadini, ordirono una congiura contro il doge. La Repubblica è morta!». Il 30 giugno 1741 vestì il corno ducale Pietro Grimani, durante il cui dogato, grazie alle sovvenzioni statali e alla protezione dogale, si ebbe un notevole sviluppo dell'attività culturale e artistica. Nel 1480, poi, i Turchi occuparono nello Ionio le napoletane isole di Santa Maura e Cefalonia, incendiando Otranto e realizzando un porto militare a Valona. Della vittoria approfittò immediatamente la città di Eracliana, che estese il proprio controllo a gran parte delle terre patriarcali, provocando a sua volta la reazione dell'antica rivale, Equilio, e il riaccendersi della guerra intestina. Nel 1350, dunque, nonostante i tentativi di mediazione del poeta Francesco Petrarca, Venezia - ripresasi in parte dalla peste - dichiarò guerra a Genova dando così inizio alla guerra degli Stretti. Luigi XII di Francia scese dunque in Italia e il 14 maggio sconfisse le forze veneziane nella battaglia di Agnadello, provocando l'evacuazione dei Domini di Terraferma e lo scioglimento dei reggimenti dall'obbligo di fedeltà: le città della Lombardia veneta aprirono dunque le porte ai francesi oppure caddero con la forza. Il 17 maggio i quarantuno elettori scelsero dunque Cristoforo Moro, il quale si affrettò ad accogliere la dedizione della greca Monemvasia, che così sperava di salvarsi dai Turchi. Lorenzo Tiepolo morì il 15 agosto 1275. Nell 'autunno del 1511 i franco-imperiali assediano Treviso senza successo. Presa anche Mistrà in agosto la Morea si ritrovò sotto completo controllo veneziano. Riprende per breve tempo potere Giovanni II Partecipazio per poi passare il potere al nuovo Doge eletto Pietro Tribuno nell'888[21]. La morte nel 1089 di Demetrio, ultimo re croato, portò all'unione della sua corona con quella ungherese di re Colommanno: l'evento, oltre a costituire un nuovo potente vicino per i possedimenti dalmati di Venezia, rinsaldò le pretese croate sulla regione a quelle ungheresi risalenti al breve regno magiaro della dinastia orseola. È l’ambasciatore di Milano, il vescovo Cristoforo Lattuada, a spiegare in tempo reale quanto stia accadendo. Stremata, nel 1503 Venezia chiese la pace ai Turchi, rinunciando al possesso delle isole appena conquistate. Sperando di riprendere le conquiste in Grecia, Morosini in persona, nonostante l'età avanzata, tornò in Morea nel 1693, morendo però il 16 gennaio 1694, a Nauplia, unico, in vita, ad aver avuto l'onore di un busto in Palazzo Ducale e la concessione ufficiale del titolo di Peloponnesiaco. I Venetici rinnovarono la lealtà verso Bisanzio, mantenendo però i vecchi privilegi e le antiche autonomie conquistate, tanto che le città adriatiche non furono incluse nel nuovo sistema burocratico bizantino fondato sui themata[18]. Il papa giunse a offrire il suo trono al sovrano francese Carlo VIII di Valois. La realtà contro il mito, La Repubblica del Leone. Nel 1623 venne eletto doge Francesco Contarini, durante il cui dogado Venezia si alleò con la Francia in funzione anti-spagnola. Nominato frattanto baduario e protosebaste da Costantino IX Monomaco, che sperava nell'aiuto veneziano contro i Normanni che minacciavano i possedimenti imperiali nell'Italia meridionale. L'allontanamento di Luigi spinse al contempo molte corti europee a manifestare il proprio disappunto al governo veneziano. Venuta a conoscenza solo il 5 ottobre dell'accaduto, la flotta della Lega mosse a intercettare quella ottomana, scontrandosi con essa nel giorno di domenica 7 ottobre nella battaglia di Lepanto e annientandola completamente. Prive di difese, le coste di Venezia vennero messe a ferro e fuoco dai Genovesi, che tra il 6 e il 16 agosto occuparono Chioggia Minore e Chioggia Maggiore, penetrando nella laguna di Venezia. Dopo la scoperta da parte dei Dieci di un accordo tra gli Sforza e Maometto II per favorire il rientro in patria di Jacopo Foscari, esiliato a Creta per aver tentato di assassinare un magistrato del Consiglio dei X, il giovane Foscari venne tradotto in città e giustiziato, il 12 gennaio 1457. Poppone, determinato a porre fine al patriarcato rivale, commise crimini disumani incendiando case e chiese, depredando il poco che aveva lasciato nelle incursioni precedenti e distruggendo in segno sacrilego gli altari, tanto da meritarsi la minaccia di scomunica da parte di papa Benedetto IX. Successivamente è il turno del Banco Lippomano, racconta il cronista Domenico Malipiero che la Serenissima Signoria decide di sostenere il banco approvando uno stanziamento di dieci mila ducati, utilizzando fondi che lo stato ha ricevuto in prestito da privati. on March 18, 2009, "Serie cronologica di tutti il dogi dal principio sino al termine della repubblica": vol. Nel 1785-1786 per l'ultima volta la flotta di San Marco mosse guerra: al comando di Angelo Emo vennero bombardate Sfax, Tunisi e Biserta, ponendo definitivamente fine alle minacce barbaresche ai residui traffici veneziani. Il 31 maggio Venezia diede l'ordine di affondare la flotta del lago di Garda, per impedire che cadesse in mano ai francesi, e ordinarono la ritirata a Mestre, ultimo baluardo difensivo della laguna: dell'intera Terraferma resisteva solo Treviso sotto assedio, la cui dedizione all'Impero venne impedita da una sollevazione popolare, ottenendo in cambio dalla Serenissima l'esenzione quindicennale della città dai tributi. Nel 742 il nuovo magister militum Giovanni Fabriciaco, eracleense, intervenne pesantemente nelle dispute interne in favore della propria città. La storia di Venezia dalle origini alla caduta della Repubblica. Gli Ottomani, però, il 2 agosto ottennero la resa della stremata guarnigione di Famagosta, i cui uomini vennero a tradimento venduti come schiavi, mentre il comandante Marcantonio Bragadin veniva scorticato vivo e la sua pelle, innalzata come trofeo sull'ammiraglia turca e inviata a Istanbul. La guerra di Gradisca riprese con rinnovato vigore nel giugno 1617, quando caddero sul campo sia il comandante austriaco sia quello veneziano, mentre il castello veniva per la terza volta stretto d'assedio, giungendo sul punto di cadere. Pare si trattasse di morte naturale e che sia stato sepolto a Eraclea. Nell'864 il Tradonico venne trucidato all'uscita dalla messa di consacrazione della chiesa di San Zaccaria, uno dei simboli del potere dei Parteciaci, che l'avevano eretta grazie alla generosa donazione fatta al doge Angelo dal Basileus dei Romani Leone l'Armeno, che aveva inviato all'uopo il corpo di San Zaccaria e l'oro necessario all'edificazione. Frattanto nel 1431 a Roma venne eletto papa il patrizio veneziano Gabriele Condulmer, che prese il nome di Eugenio IV. Succedette come doge Marino Morosini, il quale regnò brevemente, spegnendosi nel gennaio 1253. Venne eletto Marco Foscarini, il quale morì però dopo appena dieci mesi. Il Grimani morì il 7 marzo 1752. Pietro Gradenigo, vittorioso, si spense il 13 agosto 1311. Venne eletto doge Giovanni Dolfin, comandante delle truppe incaricate della difesa di Treviso. Il 22 dicembre l'inatteso contrattacco veneziano, guidato dallo stesso ottuagenario doge Contarini e da Vettor Pisani, liberato a furor di popolo dalla prigione in cui era stato gettato all'indomani della sconfitta, bloccò la flotta genovese a Chioggia trasformando gli assedianti in assediati. La peste colse la città già indebolita da un recente terremoto, sterminando in poco tempo i tre quinti della popolazione e provocando danni economici immensi, aggravati dalla costruzione di una nuova colonia genovese sul Bosforo, usata per sbarrare il passo alle navi veneziane. La portata della vittoria francese spaventò gli Stati italiani, che, sollecitati da Venezia, che vedeva comparire un temibile avversario ai suoi progetti di egemonia peninsulare, si coalizzarono attorno a papa Alessandro VI nella Lega Santa o Lega di Venezia. [36] A marzo del 1516 i Veneziani cingono d'assedio gli imperiali ad Asola che sono obbligati a ripiegare verso il Tirolo. Free Shipping. Schiacciata così l'opposizione, rase persino al suolo le proprietà degli avversari, gli oligarchici rimasero padroni del campo. Frattanto la difficile situazione militare di Venezia vide Brescia sempre più duramente stretta d'assedio, tanto da spingere la Repubblica a progettare nel 1439 una impresa colossale (Galeas per montes), per trasportare via terra dall'Adige, all'altezza di Rovereto, fino al lago di Garda, presso Torbole, di una flotta composta da 2 galee (40 m di lunghezza per 250 tonnellate di peso l'una) e 25 altri navigli minori, per correre in soccorso la città assediata. L'assassinio contrassegnò il ritorno al potere dei Parteciaci, tra i quali venne designato il nuovo doge: Orso I. Il doge, per fugare ogni dubbio di un suo coinvolgimento, perseguì duramente gli assassini del Tradonico, ma al contempo allontanò da Rialto i fedelissimi del predecessore, deportandoli, seppur tra concessioni e privilegi, nell'abitato di Popilia. Dal canto suo il Portogallo ordinò a Vasco de Gama di lasciare stabilmente parte della flotta a difesa dello sbocco del mar Rosso, per bloccare i commerci egiziani.

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