Telefono e Fax

Tel: 06.98351150 Fax: 06.89281292


Per realizzare una veranda sul balcone dell'appartamento occorre il permesso a costruire?

Lunedì 05/06/2017

a cura di Studio Legale Mancusi
In punto di diritto la veranda edificata sulla balconata di un appartamento, in quanto intervento edilizio che determina una variazione planovolumetrica ed architettonica dell'immobile nel quale viene realizzata, è soggetta al preventivo rilascio di permesso di costruire.



E' quanto ha stabilito il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, con la sentenza del 22 maggio 2017, n. 2714, mediante la quale ha rigettato il ricorso e confermato il provvedimento adottato dal Comune di Napoli.

La vicenda
La pronuncia traeva origine dal fatto che con apposito ricorso, LIVIA, impugna l'ordinanza n. XXXX del 2005 con cui il Comune di Napoli ha ordinato la demolizione di opere in alluminio e vetro che hanno consentito la chiusura di un balcone dell'appartamento della ricorrente (cd. veranda di dimensioni 3,50 x 1,30), sito in Napoli alla via xxxx.

I motivi di ricorso

La parte ricorrente censura:

I)- la carenza istruttoria e la violazione di legge trattandosi di intervento di natura manutentiva e pertinenziale, autorizzabile con D.I.A., che non tollererebbe l'applicazione della grave sanzione demolitoria;
II)- l'omessa comunicazione dell'avvio del procedimento ai sensi dell'art. 7 L. 241/1990;
III)- la carenza della motivazione per l'insufficiente enunciazione delle ragioni di fatto e di diritto alla base del provvedimento;
IV)- la carenza di motivazione per l'omessa produzione dell'istruttoria richiamata nel provvedimento;
V)- l'eccesso di potere per non essersi considerata l'obiettiva conformità alla strumentazione urbanistica dell'opera;
VI)- la carenza motivazionale per non essersi evidenziate le prevalenti ragioni di interesse pubblico alla demolizione.
Il Comune di Napoli, costituito in giudizio, chiede motivatamente il rigetto del ricorso.

La decisione

Il Tribunale Amministrativo regionale della Campania, Sezione di Napoli, con la citata sentenza n. 2714/2017 ha ritenuto i motivi non fondati ed ha rigettato il ricorso.

In via preliminare, afferma il TAR, va precisato che, per costante giurisprudenza  (v. T.A.R. Napoli, sez. IV, 15/01/2015, n. 259 e, da essa richiamate, T.A.R. Campania Napoli, sez. IV, 06 luglio 2007, n. 6551; T.A.R. Campania Napoli, sez. IV, 13 maggio 2008 , n. 4255; T.A.R. Campania Napoli, sez. IV, 17 febbraio 2009, n. 847), gli interventi edilizi che determinano una variazione planovolumetrica ed architettonica dell'immobile nel quale vengono realizzati, quali le verande edificate sulla balconata di un appartamento, sono soggetti al preventivo rilascio di permesso di costruire. Ciò in quanto, in materia edilizia, una veranda è da considerarsi, in senso tecnico-giuridico, un nuovo locale autonomamente utilizzabile e difetta normalmente del carattere di precarietà, trattandosi di opera destinata non a sopperire ad esigenze temporanee e contingenti con la sua successiva rimozione, ma a durare nel tempo, ampliando così il godimento dell'immobile (Corte di Cassazione penale, Sez. III, 10 gennaio 2008, n. 14329).

Né, precisa ancora il TAR, può assumere rilievo la natura dei materiali utilizzati per tale chiusura, in quanto la chiusura, anche ove realizzata con pannelli in alluminio, costituisce comunque un aumento volumetrico.

In proposito il Collegio rileva che le strutture fissate in maniera stabile al pavimento, comportano la chiusura di una parte del balcone, con conseguente aumento di volumetria. Ed invero in materia urbanistico - edilizia il presupposto per l'esistenza di un volume edilizio è costituito dalla costruzione di (almeno) un piano di base e due superfici verticali contigue, così da ottenere appunto una superficie chiusa su un minimo di tre lati (cfr. Tar Campania, Napoli, IV, 24.5.2010, n. 8342; Tar Piemonte, 12.7.2005, n. 2824).
Inoltre a prescindere da tale rilievo, gli interventi in oggetto determinano la modifica dei prospetti.

Pertanto, la realizzazione di tali opere è qualificabile come intervento di ristrutturazione edilizia ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera d), del D.P.R. n. 380/01, nella misura in cui realizza "l'inserimento di nuovi elementi ed impianti", ed è quindi subordinata al regime del permesso di costruire, ai sensi dell'articolo 10, comma 1, lettera c), dello stesso D.P.R. laddove comporti, come nel caso di specie, una modifica della sagoma o del prospetto del fabbricato cui inerisce (cfr. T.A.R. Campania, Napoli, IV, 21.12.2007, n. 16493), con conseguente legittimità della sanzione demolitoria ingiunta.



Neppure sussiste, precisa ancora il TAR, il preteso difetto di motivazione dovendosi considerare che, rispetto al manufatto autonomo di 40 mq, è incontroverso che si tratti di un intervento di nuova costruzione effettuata senza titolo e, come tale, sanzionabile ai sensi degli artt. 31 e 33 D.P.R. 380/2001.

In simili fattispecie, come si è detto, l'ordine di demolizione è del tutto vincolato e questo comporta che non è dovuta una puntuale motivazione sull'interesse pubblico alla demolizione, sull'effettivo danno all'ambiente o al paesaggio o, ancora, sulla proporzionalità in relazione al sacrificio imposto al privato: è sufficiente evidenziare la violazione della normativa edilizia e l'avvenuta costruzione in assenza del titolo abilitativo, ciò che nel caso di specie è avvenuto (cfr., ex multis, T.A.R. Campania Napoli, sez. VI, n. 9718/2008 e 04037/2013).

L'interesse pubblico alla demolizione è, infatti, 'in re ipsa', consistendo nel ripristino dell'assetto urbanistico violato (fra le tante: cfr. C.d.S. sez. V, 9 settembre 2013, n. 4470, , C.d.S., sez. IV, 12 aprile 2011, n. 2266, T.A.R. Campania Napoli, sez. II, 14 febbraio 2011, n. 922; T.A.R. Campania, sez. IV, n. 5236/2015).

In conclusione, non può, quindi, dubitarsi della legittimità sul piano sostanziale della sanzione irrogata dal Comune che, anzi, assume una connotazione del tutto vincolata in rapporto alla realizzazione di una nuova volumetria in mancanza di titolo edilizio.

Link alla sentenza

Ecco il link a: Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, con la sentenza del 22 maggio 2017, n. 2714.

Fonte: http://www.avvocatoamilcaremancusi.com
Le ultime news
Oggi 07:00
Con l'ordinanza n. 15788 del 15 giugno 2018 la Corte di Cassazione Civile ha sancito che nell'ipotesi...
 
Ieri
L'Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI) ha deliberato l'astensione dalle udienze, dal 25 al 27 giugno...
 
Lunedì 18/06
In tema di licenziamento del lavoratore pubblico contrattualizzato, posta la prevalenza in materia disciplinare...
 
Lunedì 18/06
Cassa Forense, con avviso pubblicato sul proprio sito internet, conferma la sospensione, per i professionisti...
 
Venerdì 15/06
Sono tante le novità che verranno introdotte nel settore assicurativo con l'attuazione della Direttiva...
 
Giovedì 14/06
L'Avvocatura Generale dello Stato ha indetto un concorso, per esame teorico-pratico, per 10 posti di...
 
Giovedì 14/06
La Corte di Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con l'ordinanza n. 12093 del 15 maggio 2018 si è espressa...
 
Mercoledì 13/06
E' stata pubblicata la Circolare del Ministero della Giustizia (Dipartimento per gli affari di giustizia)...
 
Martedì 12/06
Risponde dei reati di estorsione e autoriciclaggio l'imprenditore che, approfittando della situazione...
 
Lunedì 11/06
Posto che la disciplina del licenziamento collettivo regola esclusivamente situazioni soggettive private,...
 
Venerdì 08/06
La Sezione Consultiva del Consiglio di Stato per gli Atti Normativi, con parere 10 - 17 maggio 2018,...
 
Mercoledì 06/06
Cassa Forense, in attuazione del nuovo regolamento per l'assistenza, ha pubblicato i nuovi bandi assistenza...
 
Martedì 05/06
La Corte di Cassazione, sezione Lavoro, con la sentenza n. 12341 del 18 maggio 2018 si è espressa in...
 
Martedì 05/06
Sul sito internet del Ministero della Giustizia è stata pubblicata la traduzione della decisione della...
 
Lunedì 04/06
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'amministratore di una società va iscritto anche alla gestione...
 
Lunedì 04/06
Con la sentenza n. 12568 del 22 maggio 2018 le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione hanno statuito...
 
Lunedì 04/06
L'avvocato cittadino di un paese dell'Unione europea, iscritto all'albo professionale italiano congiuntamente...
 
Venerdì 01/06
La sanzione della sospensione dall'esercizio della professione, prevista per i casi più gravi di illeciti...
 
Venerdì 01/06
Il Coordinatore dell'Organismo Congressuale Forense, Antonio Rosa, in riferimento all'entrata in vigore,...
 
altre notizie »
 

Studio Legale Avv. Fabrizio Consiglio

Via Golametto, 2 - 00195 Roma (RM)

Tel: 06.98351150 - Fax: 06.89281292

Email: studiolegaleconsiglio@gmail.com

P.IVA: 10391091005

Pagina Facebook Pagina Google Plus