Telefono e Fax

Tel: 06.98351150 Fax: 06.89281292


Condominio: può essere collocata una canna fumaria a servizio di un ristorante sul muro perimetrale?

Martedì 19/09/2017

a cura di Studio Legale Mancusi
In punto di diritto la collocazione di canne fumarie sul muro perimetrale di un edificio o una corte interna), può essere effettuata anche senza il consenso degli altri condomini, purché non impedisca agli altri condomini l'uso del muro comune e non ne alteri la normale destinazione con interventi di eccessiva vastità.



La possibilità di installare la canna fumaria non è impedita dalla circostanza che il titolare dell'autorizzazione commerciale sia locatario dell'immobile (nel caso de quo l'istanza di installazione della canna fumaria è stata presentata congiuntamente con il proprietario).

È quanto ha stabilito il Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche, Sezione I, con la sentenza del 1 agosto 2017, n. 648, mediante la quale ha rigettato il ricorso e confermato gli atti adottati dal SUAP del Comune di Senigallia.

La vicenda
La pronuncia traeva origine dal fatto che TIZIO, parte ricorrente, impugna gli atti relativi all'installazione di una canna fumaria per le braci a servizio di un'attività commerciale (ristorante), in un immobile all'interno del centro storico di Senigallia.

Unitamente al provvedimento conclusivo adottato dal SUAP (Sportello unico attività produttive) del Comune di Senigallia, prot. n. xxxx/2015 avente ad oggetto l'assenso alla installazione della canna fumaria a servizio dell'attività di ristorazione esercitata dal controinteressato Sig. CAIO, sono impugnati i prodromici pareri positivi degli Enti preposti rispettivamente alla tutela sanitaria e alla tutela paesaggistica, ovvero segnatamente il parere ASUR, nonché il parere favorevole della Soprintendenza.

I motivi di ricorso

Per quanto è qui di interesse, il ricorrente con il primo motivo del ricorso introduttivo, si eccepisce la violazione dell'art. 11 del DPR n. 380 del 2001 in quanto la parte controinteressata non sarebbe titolare di alcun diritto dominicale sulla corte interna al fabbricato ove è situata la proprietà del ricorrente.

Con il secondo motivo si deduce la violazione e falsa applicazione degli articoli 21, comma 4, 143 e 146 del d.lgs. n. 42 del 2004 e l'eccesso di potere per carenza di istruttoria, in quanto la Soprintendenza avrebbe adottato il parere senza alcuna istruttoria e la canna fumaria avrebbe dovuto essere sottoposta ad autorizzazione paesaggistica.

Con il terzo motivo si deduce la violazione e la falsa applicazione del Regolamento Edilizio del Comune di Senigallia ed in particolare dell'art. 103 dello stesso, nonché del complesso normativo richiamato dal Regolamento, con particolare riferimento alla norma UNI 7129 e UNI 10683 e all'allegato IX alla parte V del d.lgs n. 152 del 2006 il quale prevede che: "2.9.. Le bocche dei camini devono essere posizionate in modo tale da consentire una adeguata evacuazione e dispersione dei prodotti della combustione e da evitare la reimmissione degli stessi nell'edificio attraverso qualsiasi apertura. A tal fine le bocche dei camini devono risultare più alte di almeno un metro rispetto al colmo dei tetti, ai parapetti ed a qualunque altro ostacolo o struttura distante meno di 10 metri". Nel caso in esame la regola relativa al posizionamento della canna fumaria non sarebbe stata rispettata, e la stessa sarebbe stata costruita a ridosso del terrazzo del ricorrente.

La decisione
Il Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche, chiamato a pronunciarsi, mediante la citata sentenza n. 648/2017 ha ritenuto i motivi non fondati ed ha rigettato il ricorso.

Quanto al primo motivo, osserva il TAR adito che la censura non è condivisibile. Per costante giurisprudenza, la collocazione di canne fumarie sul muro perimetrale di un edificio o una corte interna), può essere effettuata anche senza il consenso degli altri condomini, purché non impedisca agli altri condomini l'uso del muro comune e non ne alteri la normale destinazione con interventi di eccessiva vastità.

Il singolo condomino ha quindi titolo, anche se il condominio non abbia dato o abbia negato il proprio consenso, a ottenere la concessione edilizia per un'opera a servizio della sua abitazione e sita sul muro perimetrale comune, che si attenga ai limiti suddetti (si veda Tar Toscana 28 ottobre 2015 n. 147 e la giurisprudenza ivi richiamata).

La possibilità di installare la canna fumaria non è impedita dalla circostanza che il titolare dell'autorizzazione commerciale sia, come appare incontestato in atti, locatario dell'immobile (infatti, l'istanza di installazione della canna fumaria è stata presentata congiuntamente con il proprietario).

Anche il secondo motivo è palesemente infondato.

In tutta evidenza, per un'opera interna, è più che sufficiente il parere espresso dalla Soprintendenza con il riferimento alla documentazione descrittiva (in atti) contenuto nell'impugnata autorizzazione della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Marche nr. 13481 del 26 novembre 2015.

Infine, precisa il TAR Marche, è infondato anche il terzo motivo, ove parte ricorrente afferma la violazione del Regolamento Edilizio del Comune di Senigallia (e degli allegati al Codice dell'Ambiente cui fa riferimento) dove si prescrive che "le bocche dei camini devono risultare più alte di almeno un metro rispetto al colmo dei tetti, ai parapetti ed a qualunque altro ostacolo o struttura distante meno di 10 metri."

Difatti, la ratio della norma di cui sopra è quella di evitare immissioni sgradevoli o nocive rispetto ad altri condomini (Consiglio di Stato sez. IV, 25 ottobre 2016, n. 4458).

Di conseguenza, tali limitazioni vanno interpretate in modo funzionale, per evitare risultati paradossali in quanto, ad esempio, applicando acriticamente ed in maniera generalizzata il principio secondo il quale la canna fumaria deve sovrastare di una certa distanza il colmo dell'edificio vicino si dovesse pretendere un'altezza superiore a quella anche del più alto grattacielo confinante (Tar Lazio Roma 21 dicembre 2016 n. 12712, Consiglio di Stato, V, 5 gennaio 2015 n.1).

Il regolamento edilizio comunale peraltro prevede chiaramente delle alternative per il caso che la canna fumaria non sia costruita in aderenza al colmo del tetto, dettando norme per i parapetti ed altre ostacoli o strutture.

Nel caso in esame, il progetto prevede con chiarezza che la canna fumaria sia costruita ben sopra il terrazzo del ricorrente, che non fornisce alcuna prova relativa alla rilevanza di eventuali emissioni.

Inoltre, il progetto prevede comunque che la canna fumaria medesima sia portata all'altezza del tetto.

Conclude, quindi, il TAR adito, che alla luce delle considerazioni fin qui svolte il ricorso è infondato e deve essere respinto.

Link alla sentenza
Ecco il link a: Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche, Sezione I, con la sentenza del 1 agosto 2017, n. 648.

Fonte: http://www.avvocatoamilcaremancusi.com
Le ultime news
Oggi 07:00
Sulla Gazzetta Ufficiale del 23 aprile 2018 è stato pubblicato il Decreto Giustizia-Economia e Finanze...
 
Oggi 07:00
Cassa Forense, con una notizia pubblicata sul proprio sito internet, informa che i Ministeri vigilanti...
 
Oggi 07:00
Con Comunicato Stampa del 4 aprile il Consiglio Nazionale del Notariato ha informato dall'attivazione...
 
Martedì 24/04
Consiglio dei Ministri seduta 21 marzo 2018. Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in via preliminare,...
 
Martedì 24/04
Sul sito internet della Giustizia Amministrativa sono stati pubblicati i dati relativi ai depositi telematici...
 
Lunedì 23/04
Corte di Cassazione, Ordinanza 16 marzo 2018 n. 6606. La Corte di Cassazione ha affermato che, ai...
 
Lunedì 23/04
La Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione ha da poco dato il via ad una specifica iniziativa,...
 
Venerdì 20/04
E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16-04-2018 il Decreto 8 marzo 2018 del Ministero...
 
Giovedì 19/04
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 86 del 13 aprile 2018 è stato pubblicato il Comunicato del Consiglio Nazionale...
 
Giovedì 19/04
L'Autorità Nazionale Anticorruzione ha pubblicato le Linee guida n. 9 in tema di monitoraggio delle...
 
Mercoledì 18/04
La Corte di Cassazione Civile, Sezione Lavoro, con la sentenza n. 8407 del 5 aprile 2018 ha dichiarato...
 
Mercoledì 18/04
Con una nota pubblicata sul proprio sito internet Cassa Forense informa di aver aderito allo schema di...
 
Martedì 17/04
Sul sito internet della Giustizia Amministrativa è stata pubblicata la nota congiunta del Tavolo Tecnico...
 
Martedì 17/04
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 85 del 12-04-2018 è stato pubblicato il Decreto 23 marzo 2018 del Ministero...
 
Lunedì 16/04
L'avvocato commette illecito disciplinare se indirizza la propria corrispondenza direttamente alla controparte...
 
Venerdì 13/04
Secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 8382 del 4 aprile 2018) al dipendente trasferito in altra...
 
Venerdì 13/04
Lo Studio n. 419-2017/C, approvato in via definitiva dalla Commissione Studi Civilistici del Consiglio...
 
Giovedì 12/04
La Corte di Cassazione con l'Ordinanza n. 8386 del 4 aprile 2018 ha statuito la piena legittimità del...
 
Mercoledì 11/04
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7703/2018, ha stabilito che, salvo prova contraria, una prestazione...
 
Martedì 10/04
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 7839 del 29 marzo 2018, ha rigettato il ricorso presentato...
 
Lunedì 09/04
Non è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 16 septies d.l...
 
altre notizie »
 

Studio Legale Avv. Fabrizio Consiglio

Via Golametto, 2 - 00195 Roma (RM)

Tel: 06.98351150 - Fax: 06.89281292

Email: studiolegaleconsiglio@gmail.com

P.IVA: 10391091005

Pagina Facebook Pagina Google Plus